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Firma Sergio Figuccia Titolo Sergio Figuccia

Labyrinthus Vitae
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Tour flash completo delle opere:

1989-1999

2000-2004

2005-2008

2009-2012

Discesa dei Giudici - Labyrinthus Vitae

Discesa dei Giudici - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

A Palermo, sin dal 1438, lungo la discesa nei pressi del monastero della Martorana, furono stabiliti gli uffici dei giudici pretoriani. Si narra, ma e' una leggenda popolare, che durante la dominazione spagnola in Sicilia, alcuni giudici commisero una grande ingiustizia. Da Madrid il Re, ordino' che fossero privati della vita, trascinati per questa discesa e scorticati. Eseguita la condanna, con la pelle dei vecchi magistrati furono tappezzate le sedie dei successori affinche' questi tenessero presente il rigore della giustizia nel punire i trasgressori della legge. Le toghe, delle quali nella realta' dovettero privarsi quei magistrati esautorati dal Re, furono sostituite nelle storie popolari dalla pelle dei giudici corrotti.

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Fenice - Labyrinthus Vitae

Fenice - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Da sempre l'uomo ha creduto fermamente in una forza suprema che guida la sua vita. Spesso sembra proprio il destino a tracciare la nostra strada, decidendo quali ostacoli dovremo affrontare e quale futuro ci attendera' dietro "l'angolo"; ma e' un sentiero che sara' "illuminato" solo dalla nostra volonta' e dai nostri sentimenti piu' veri.

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Icaro - Labyrinthus Vitae

Icaro - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Dedalo, rinchiuso con il figlio Icaro nel "labirinto" da Minosse, re di Creta, per fuggire costrui' ali da fissare alle spalle con la cera. Dopo aver raccomandato al figlio di non spingersi troppo in basso e di non innalzarsi troppo in alto, Dedalo spicco' il volo fuggendo dal "labirinto". Ma Icaro, pieno di orgoglio, sali' in cielo cosi' vicino al sole che la cera si sciolse ed egli precipito' rovinosamente. Oggi Icaro e' l'uomo che cerca a tutti i costi di elevarsi verso livelli sempre piu' alti della "conoscenza", ma con l'uso spregiudicato di tecnologie "pesanti", sta rischiando di distruggere il proprio habitat e quindi se stesso e l'intero ecosistema.

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Nessuno - Labyrinthus Vitae

Nessuno - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

"Nessuno" e' il nome con il quale astutamente il mitico eroe greco Ulisse si presenta al ciclope Polifemo. Nell'era moderna "Nessuno" e' l'uomo "qualunque" che vorrebbe lottare per cambiare il mondo ma essendo privo di qualsiasi potere per agire, si ritiene relegato al ruolo marginale di "nessuno". In ogni caso pero' e' l'unita', la base del grande insieme che costituisce l'umanita' intera e come tale e' cosciente di poter essere il primo essenziale elemento a far nascere una nuova grande volonta' di cambiamento che coinvolgerebbe tutta la societa'.

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Disponibile

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Nevara - Labyrinthus Vitae

Nevara - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

La dominazione araba in Sicilia fu mediata dall'amore e dalla tolleranza. Si racconta che la principessa araba Nevara, che vuol dire "Fiore", segretamente innamorata del conte siciliano Raimondo, riusci' a stabilire una convivenza equilibrata tra i due popoli tanto da convincere il padre, il re Miramolino, a far si' che ogni uomo adorasse il suo Dio, e cosi' nella stessa piazza sorsero moschee musulmane e chiese cristiane. Condividere la stessa patria con "culture" e "credo" differenti e' anche un problema di oggi; ma purtroppo non c'e' una nuova Nevara.

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Pandora - Labyrinthus Vitae

Pandora - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Nella mitologia greca Pandora personifica la causa della condizione umana negativa.Plasmata da Efesto e da Atena, per ordine di Zeus, fu poi "donata" agli uomini per punirli del fuoco rubato da Prometeo; ella porto' con se sulla terra un vaso nel quale erano racchiusi tutti i mali, che poi uscendo infestarono il mondo. Il racconto mitologico si conclude pero' con una visione ottimistica del futuro della vita dell'uomo; infatti sul fondo del vaso, ormai svuotato dai mali, rimase quella forza che ancora oggi spinge l'uomo ad andare avanti "nonostante tutto": la speranza.

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Psiche - Labyrinthus Vitae

Psiche - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Psiche era una donna bellissima, amata da Eros. Il dio dell'amore la fece rapire da Zefiro e condurre in un luogo delizioso, dove vissero insieme "a patto" che lei non conoscesse la vera identita' del suo amante. Ma una notte, al chiaro di luna, Psiche cerco' di vedere il viso di Eros che, svegliatosi all'improvviso e constatata la violazione del "patto", svani' nel nulla. Venere per gelosia la uccise; ma, in seguito alle preghiere di Eros, Zeus la resuscito' rendendola immortale.

 

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Scilla e Cariddi - Labyrinthus Vitae

Scilla e Cariddi - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Leggende differenti collocano due mostri sulle coste dello Stretto che separa l'Italia dalla Sicilia. Scilla e Cariddi, per destini diversi, divoravano tutto cio' che passava alla loro portata. Il mito greco rappresenta le insidie tipiche di quel tratto di mare dello Stretto di Messina spesso sconvolto da correnti e flutti. Nell'epoca attuale, pero', la rilettura dell'antica leggenda ci porta istintivamente a pensare alle difficolta' che ancora si frappongono al "collegamento" fra Sicilia e Italia. Scilla e Cariddi oggi sono gli interessi economici, le differenze culturali, l'utopistico progetto del ponte sullo Stretto, la voglia "gattopardiana" di non cambiare mai le cose.

 

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Sicilia - Labyrinthus Vitae

Sicilia - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Narra la leggenda che una principessa di nome Sicilia, all'eta' di quindici anni, fu affidata alle onde del mare per non finire nelle fauci dell'ingordo mostro Greco-levante. Il mare la depose su una spiaggia meravigliosa con fiori e frutta ma deserta. Gli abitanti di quella terra, infatti, erano morti a causa di una peste e il destino voleva che fosse ripopolata con razza forte e gentile. E cosi' apparve un bel giovane che offri' il suo amore alla principessa. Dalla coppia nacque la nuova stirpe, che si sparse su quella terra che venne chiamata Sicilia. Facile intuire quale possa essere, in una rilettura moderna, quella peste che ha martoriato la Sicilia dei nostri giorni sconfitta dalla nuova generazione di siciliani che sta "ripopolando" l'isola che riuscira' a tornare felice.

 

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Disponibile

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Sirene - Labyrinthus Vitae

Sirene - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Nella mitologia greca le sirene erano concepite come donne-uccello. Nell'iconografia medievale, per influsso di tradizioni germaniche, le sirene sono raffigurate come donne-pesci. Il loro canto e' incantesimo e alienazione. Oggi potrebbero simboleggiare l'insieme delle tentazioni alle quali l'uomo del terzo millennio e' continuamente sottoposto, come: la voglia di protagonismo, il successo ad ogni costo (rappresentato inequivocabilmente dal mezzo televisivo), e la continua ricerca di un "potere" anche spicciolo. Il riferimento all'alienazione si potrebbe invece abbinare al dilagante fenomeno di inizio millennio: La realta' virtuale

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

Teleo - Labyrinthus Vitae

Teleo - Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

In un'ipotetica mitologia moderna si colloca bene la figura di un mostro tecnologico che, come nelle antiche leggende, mette alla prova la capacita' dell'uomo di non soccombere mai alle forze che tentano di privarlo delle sue liberta'. Nasce cosi' Teleo, mostro uomo-televisione, che si nutre della fantasia e delle idee degli uomini e come un moderno "Polifemo", costringe le sue vittime ad una vita vegetativa e dipendente, priva di stimoli emozioni..."colori". L'arma vincente per sconfiggere l'orrenda bestia, per non essere divorato, sara' l'intelligenza, con la quale l'uomo riuscira' a riscattarsi.

Tecnica e formato: acrilico su tela 50x60 cm

Collezione privata

Labyrinthus Vitae - Sergio Figuccia

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